Le Due Volontà di Dio: Il Mistero che Può Cambiare il Tuo Modo di Comprendere la Vita, la Sofferenza e la Salvezza

Perché Dio permette il male se è infinitamente buono? Perché alcune delle nostre preghiere sembrano rimanere senza risposta? Come può Dio volere la salvezza di tutti e tuttavia permettere che alcune persone si perdano? Che cosa significa realmente dire: «Sia fatta la tua volontà»?

Queste domande accompagnano i cristiani fin dai tempi apostolici. E dietro a tutte esse si trova uno degli insegnamenti più profondi, più belli e spesso meno compresi della teologia cattolica: le due volontà di Dio.

Comprendere questa dottrina non è un semplice esercizio intellettuale. Essa ha conseguenze dirette sulla nostra vita spirituale, sul nostro rapporto con la sofferenza, sulla nostra fiducia nella Divina Provvidenza e sul nostro modo di interpretare gli avvenimenti del mondo.

In un’epoca segnata dall’incertezza, dalle guerre, dalle crisi familiari, dalla confusione morale e dalla perdita della fede, riscoprire questa verità può aiutarci a trovare pace proprio dove sembra impossibile trovarla.


Dio Ha Due Volontà?

La prima cosa che dobbiamo chiarire è che Dio possiede una sola volontà divina, perché Dio è assolutamente semplice e perfetto.

Tuttavia, i teologi, specialmente San Tommaso d’Aquino, distinguono due modi nei quali questa unica volontà divina si manifesta:

  1. La volontà antecedente di Dio.
  2. La volontà conseguente di Dio.

Questa distinzione non significa che Dio abbia desideri contraddittori o che cambi idea.

Si tratta piuttosto di uno strumento teologico che ci aiuta a comprendere come Dio agisce nel governo dell’universo.


La Volontà Antecedente: Ciò che Dio Desidera in Se Stesso

La volontà antecedente esprime ciò che Dio vuole considerato in se stesso, secondo la sua infinita bontà.

Per esempio:

  • Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati.
  • Dio vuole la santità.
  • Dio vuole il bene.
  • Dio vuole la verità.
  • Dio vuole la vita.

San Paolo lo esprime chiaramente:

«Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità.»

(1 Timoteo 2,4)

Questa affermazione è assolutamente vera.

Dio non ha creato l’inferno per riempirne le sale. Non prova piacere nel castigo né nella sofferenza umana.

Dio ama ogni anima che ha creato.

Cristo è morto per tutti.

Ogni persona che viene al mondo è amata da Dio fin dall’eternità.

La volontà antecedente rivela il cuore misericordioso del Padre.


La Volontà Conseguente: Dio Governa Tenendo Conto delle Nostre Decisioni

Tuttavia, Dio non tratta gli uomini come robot.

Ci ha creati liberi.

Ed è qui che entra in gioco la volontà conseguente.

Essa considera le circostanze concrete, comprese le decisioni libere delle creature.

Dio vuole la salvezza di tutti, ma vuole anche rispettare la libertà che Egli stesso ha donato.

Perciò, se una persona rifiuta ostinatamente la grazia fino alla fine della propria vita, Dio permette le conseguenze di quella scelta.

Non perché desideri in se stessa la condanna di quella persona.

Ma perché rispetta la libertà creata.

San Tommaso lo spiega magistralmente:

«Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati secondo la sua volontà antecedente, ma non secondo la sua volontà conseguente.»

Vale a dire: Dio vuole la salvezza universale, ma vuole anche la giustizia.

E entrambe appartengono alla sua perfezione.


Un Esempio Semplice per Comprenderlo

Immaginiamo un giudice giusto e buono.

Quel giudice desidera che nessun cittadino finisca in prigione.

La sua volontà iniziale è che tutti vivano secondo la legge.

Ma se qualcuno commette gravi crimini e rifiuta ogni possibilità di pentimento, il giudice può condannarlo giustamente.

Significa forse che desiderava la sua incarcerazione fin dall’inizio?

No.

Desiderava la sua riabilitazione.

Tuttavia, la realtà delle scelte compiute richiede una risposta giusta.

Qualcosa di simile accade con la volontà divina.


L’Esempio Supremo: La Passione di Cristo

La Croce costituisce uno degli esempi più impressionanti per comprendere questa dottrina.

Dio non vuole il male.

Dio non vuole l’ingiustizia.

Dio non vuole l’omicidio.

Eppure ha permesso il più grande crimine della storia: la crocifissione del Figlio di Dio.

Perché?

Perché da quel male avrebbe tratto un bene infinitamente più grande.

San Pietro predica:

«Egli fu consegnato secondo il disegno prestabilito e la prescienza di Dio.»

(Atti 2,23)

Il tradimento di Giuda, l’odio dei farisei e la codardia di Pilato furono atti liberi e peccaminosi.

Dio non volle quei peccati.

Ma volle permetterli per compiere la redenzione del mondo.

Qui troviamo una delle chiavi più importanti della Provvidenza:

Dio non vuole mai il male morale, ma può permetterlo per ottenere un bene più grande.


Volontà Positiva e Volontà Permissiva

I teologi distinguono anche tra:

Volontà Positiva

Ciò che Dio realizza direttamente.

Per esempio:

  • La creazione.
  • La grazia.
  • I miracoli.
  • La santificazione delle anime.

Volontà Permissiva

Ciò che Dio permette senza causarlo direttamente.

Per esempio:

  • I peccati umani.
  • Le ingiustizie.
  • Le persecuzioni.
  • Molte sofferenze temporali.

Questa distinzione è fondamentale.

Quando vediamo il male nel mondo non dobbiamo concludere che Dio lo approvi.

Egli lo permette.

E permettere non significa approvare.


Il Problema della Sofferenza

Arriviamo qui a una delle questioni più dolorose per l’essere umano.

Perché Dio permette la sofferenza?

La risposta cristiana non è mai stata semplicistica.

Non ogni sofferenza è una punizione.

Non ogni malattia è conseguenza di un peccato personale.

Non ogni tragedia ha una spiegazione immediata.

Tuttavia, la fede ci insegna che nulla sfugge alla Divina Provvidenza.

Romani 8,28 afferma:

«Noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio.»

Non dice che tutto sia buono.

Dice che Dio può trarre il bene da ogni cosa.

Perfino da ciò che sembra distruggerci.

I santi compresero profondamente questa verità.


I Santi e l’Accettazione della Volontà Divina

La storia della Chiesa è piena di uomini e donne che hanno imparato a vivere abbandonati alla volontà di Dio.

Non perché comprendessero sempre le sue vie.

Ma perché si fidavano di Lui.

San Francesco di Sales

Diceva:

«Nulla accade che Dio non voglia o non permetta.»

Santa Teresa d’Avila

Scriveva:

«Nulla ti turbi, nulla ti spaventi; tutto passa; Dio non cambia.»

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori

Considerava la conformità alla volontà divina come la strada più breve verso la santità.

Non cercavano di comprendere tutto.

Cercavano di fidarsi.


La Preghiera e le Due Volontà di Dio

Molti si domandano:

«Se Dio sa già ciò che accadrà, perché pregare?»

La risposta è semplice.

Perché Dio ha voluto che le nostre preghiere facessero parte del suo piano.

La preghiera non cambia Dio.

Cambia noi.

E, misteriosamente, Dio ha disposto di concedere molte grazie proprio attraverso le nostre suppliche.

Per questo Gesù ci ha insegnato a pregare:

«Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.»

(Matteo 6,10)

Non è una frase di rassegnazione.

È una dichiarazione di fiducia.


Il Pericolo Moderno: Volere un Dio Fatto a Nostra Misura

Viviamo in una cultura che esalta l’autonomia assoluta.

Molti vogliono un dio che confermi le loro decisioni.

Un dio che benedica qualsiasi stile di vita.

Un dio che non contraddica mai i loro desideri.

Ma il vero Dio non è una proiezione delle nostre preferenze.

È il Signore dell’universo.

Accettare la volontà divina significa riconoscere che Dio sa più di noi.

E questo richiede umiltà.

La radice del peccato originale fu proprio il rifiuto di accettare che Dio sapesse meglio.

Adamo ed Eva vollero decidere da soli ciò che era bene e ciò che era male.

Lo stesso dramma continua ancora oggi.


La Volontà di Dio e il Discernimento Quotidiano

Una domanda frequente è:

«Come posso conoscere la volontà di Dio per la mia vita?»

La tradizione cattolica offre diversi criteri.

1. Non Contraddice Mai la Legge Divina

Dio non può mai volere qualcosa di contrario ai suoi comandamenti.

2. Si Manifesta Attraverso i Doveri del Proprio Stato di Vita

Un padre deve prendersi cura dei suoi figli.

Una madre deve amare la propria famiglia.

Un sacerdote deve servire la Chiesa.

La volontà di Dio si trova spesso anzitutto nelle nostre responsabilità ordinarie.

3. Si Scopre Attraverso la Preghiera

Senza una vita interiore diventa difficile ascoltare la voce di Dio.

4. È Illuminata dalla Direzione Spirituale

La Chiesa ha sempre raccomandato di cercare un consiglio prudente.

5. Si Conferma Attraverso una Pace Soprannaturale

Non necessariamente una pace emotiva, ma una profonda certezza interiore nata dalla fiducia in Dio.


La Volontà di Dio Può Essere Frustrata?

Da una prospettiva umana potrebbe sembrare di sì.

Vediamo peccati, guerre e apostasie.

Tuttavia, da una prospettiva divina, mai.

Nulla può sconfiggere Dio.

Nulla può sorprenderLo.

Nulla può distruggere il suo piano ultimo.

Perfino i mali più grandi vengono infine integrati nella Provvidenza.

La storia non è governata dal caos.

È governata da Cristo.

Per questo il libro dell’Apocalisse si conclude con la vittoria definitiva dell’Agnello.


Le Due Volontà di Dio e la Speranza Cristiana

Comprendere questa dottrina trasforma radicalmente la nostra visione della vita.

Ci aiuta a capire che:

  • Dio ama ogni essere umano.
  • Dio desidera la nostra salvezza.
  • Dio rispetta la nostra libertà.
  • Dio può trarre un immenso bene dai più grandi mali.
  • Dio non abbandona mai coloro che confidano in Lui.
  • Dio dirige la storia verso una fine gloriosa.

Quando la vita sembra incomprensibile, quando la malattia colpisce, quando le famiglie attraversano crisi, quando vediamo la Chiesa soffrire o quando il mondo sembra allontanarsi da Dio, questa verità diventa un’ancora per l’anima.


Conclusione: Imparare a Dire “Sì” a Dio

La grande lezione spirituale delle due volontà di Dio non è semplicemente intellettuale.

È profondamente esistenziale.

La domanda decisiva non è soltanto che cosa Dio vuole.

La domanda è:

Sono disposto a fidarmi di Lui anche quando non comprendo le sue vie?

La Beata Vergine Maria ci offre la risposta perfetta.

Di fronte a un piano che superava ogni comprensione umana, rispose:

«Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola.»

(Luca 1,38)

In queste parole troviamo il segreto di ogni santità.

La volontà antecedente di Dio ci ricorda quanto Egli ci ami.

La volontà conseguente ci ricorda la serietà della nostra libertà.

Ed entrambe ci insegnano che la storia umana non è una successione di eventi casuali, ma il palcoscenico sul quale Dio, con infinita sapienza e misericordia, conduce i suoi figli verso l’eternità.

Chi impara a vivere alla luce di questa verità scopre una realtà liberante: anche quando non comprendiamo sempre ciò che Dio sta facendo, possiamo affidarci completamente a Colui che non smette mai di amare, non smette mai di agire e non perde mai il controllo della storia.

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Pater noster, qui es in cælis: sanc­ti­ficétur nomen tuum; advéniat regnum tuum; fiat volúntas tua, sicut in cælo, et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie; et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris; et ne nos indúcas in ten­ta­tiónem; sed líbera nos a malo. Amen.

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