Le reliquie assenti: il curioso dettaglio storico dei primi secoli che indica l’Assunzione corporea di Maria

Esiste una domanda che, a prima vista, può sembrare strana, ma che racchiude un’enorme portata storica e teologica:

Dove si trovano le reliquie del corpo della Vergine Maria?

La Chiesa conserva e venera le reliquie di innumerevoli santi. Venera ossa, crani, corpi incorrotti, ceneri, vesti e altri oggetti legati a coloro che hanno donato la propria vita a Cristo. Fin dai primi secoli, i cristiani hanno manifestato un profondo rispetto per i resti corporei dei martiri e dei santi.

Eppure, quando volgiamo lo sguardo verso la persona più venerata dopo Cristo, ci imbattiamo in qualcosa di sorprendente: non esiste una tradizione universalmente riconosciuta di reliquie corporee della Vergine Maria.

E questo è particolarmente significativo.

Maria era la Madre di Dio. Era intimamente unita al mistero dell’Incarnazione. Rimase vicina a Cristo durante tutta la sua vita terrena, stette ai piedi della Croce e accompagnò la Chiesa nascente. Se una comunità cristiana avesse posseduto il suo corpo, sarebbe ragionevole aspettarsi che quel corpo fosse stato oggetto di una venerazione straordinaria fin dai primi tempi.

Ma questo non è avvenuto.

L’assenza di reliquie corporee di Maria costituisce uno di quei dettagli storici che, se correttamente compresi, diventano profondamente significativi per la dottrina dell’Assunzione.

Non si tratta di una «prova archeologica» nel senso moderno del termine. Né possiamo affermare onestamente che l’assenza di reliquie, da sola, dimostri matematicamente il dogma. La fede cattolica non si fonda su argomenti archeologici isolati.

Ma possiamo affermare qualcosa di molto più interessante: l’assenza storica del corpo di Maria si accorda in modo straordinariamente coerente con l’antica convinzione cristiana secondo cui la Madre di Dio è stata glorificata in corpo e anima.

Ed è qui che comincia una storia affascinante.

1. La Chiesa non tratta il corpo di Maria come tratterebbe quello di qualsiasi altro santo

Per comprendere l’importanza di questa questione, dobbiamo innanzitutto ricordare che cosa significa una reliquia.

Per il cristianesimo, il corpo umano non è semplicemente un involucro che circonda la persona. L’uomo è un’unità di corpo e anima. Per questo la Chiesa venera i resti dei santi: perché quei corpi hanno partecipato alla vita della grazia, sono stati templi dello Spirito Santo e attendono anch’essi la risurrezione alla fine dei tempi.

San Paolo scrive:

«Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo?»
(1 Corinzi 6,19)

La dottrina cristiana sul corpo è quindi radicalmente diversa da qualsiasi concezione materialistica o puramente spirituale.

Il corpo conta.

Il corpo risorgerà.

La salvezza cristiana non consiste nella fuga definitiva dell’anima dalla materia. Il destino ultimo dell’uomo è la risurrezione della carne.

Per questo le reliquie dei santi hanno un senso.

E proprio per questa ragione è così sorprendente che non esista una reliquia corporea di Maria universalmente riconosciuta.

La domanda diventa quindi inevitabile:

Se Maria è morta e il suo corpo è rimasto sulla terra, perché non troviamo una tradizione analoga riguardo ai suoi resti?

La domanda, da sola, non dimostra l’Assunzione, ma apre una finestra straordinariamente interessante sulla tradizione cristiana.

2. Il silenzio dei primi secoli

Qui dobbiamo essere rigorosi.

Non possiamo affermare che i cristiani del primo e del secondo secolo ci abbiano lasciato una dottrina esplicita e pienamente sviluppata dell’Assunzione esattamente nei termini nei quali sarebbe stata definita nel 1950.

In effetti, la ricerca storica riconosce un notevole silenzio nelle fonti cristiane più antiche riguardo alla fine della vita terrena di Maria. I primi quattro secoli sono particolarmente poveri di testimonianze esplicite sulla sua morte e sulla sua glorificazione. Le tradizioni narrative relative alla Dormizione diventano più chiare nei secoli successivi.

Questo deve essere riconosciuto senza timore.

La fede cattolica non ha bisogno di fingere che ogni dettaglio del dogma appaia già pienamente sviluppato nei documenti del primo secolo.

La Rivelazione cristiana non funziona in questo modo.

Esiste una differenza tra il deposito della fede, la comprensione progressiva di tale deposito e la successiva formulazione dogmatica.

Un seme può essere già presente prima che l’albero raggiunga la sua piena altezza.

Ed è precisamente ciò che è avvenuto con numerosi aspetti della dottrina cristiana.

La Trinità, la divinità di Cristo, la maternità divina di Maria e il rapporto tra grazia e natura sono stati tutti espressi progressivamente con maggiore precisione man mano che la Chiesa affrontava controversie, eresie e nuove questioni.

Una definizione successiva non significa necessariamente un’invenzione successiva.

Può significare una formulazione successiva e precisa di un’antica fede.

3. La curiosa assenza di un corpo

Arriviamo qui a uno dei dettagli più interessanti.

Esistono antiche tradizioni che collocano la fine della vita terrena di Maria a Gerusalemme, mentre altre tradizioni successive hanno associato Maria a Efeso. Esistono anche luoghi tradizionalmente collegati alla sua sepoltura.

Ma troviamo una differenza fondamentale rispetto agli altri santi:

non esiste una tradizione universalmente riconosciuta che conservi il corpo di Maria come reliquia corporea.

Alcune fonti cattoliche hanno sottolineato proprio questa peculiarità: esistono tradizioni riguardo alla sua tomba, ma non esiste una tradizione universale comparabile riguardo al possesso e alla venerazione dei suoi resti corporei.

Questo è particolarmente significativo se consideriamo l’importanza delle reliquie nel cristianesimo antico.

I cristiani non avevano un atteggiamento di disprezzo nei confronti dei corpi dei santi.

Al contrario.

I martiri venivano sepolti con onore. Le loro tombe diventavano luoghi di pellegrinaggio. L’Eucaristia veniva celebrata sulle loro tombe. I loro resti venivano trasferiti solennemente. Le reliquie diventavano segni visibili della comunione tra la Chiesa pellegrina sulla terra e la Chiesa trionfante.

Perché dunque Maria rappresenta un’eccezione così straordinaria?

La risposta tradizionale del cristianesimo è precisamente questa: il suo corpo non è rimasto sulla terra per diventare una reliquia.

4. Gerusalemme e la misteriosa tomba vuota

Una delle tradizioni più conosciute appare secoli dopo nella predicazione di san Giovanni Damasceno.

Secondo una tradizione da lui trasmessa, Giovenale, vescovo di Gerusalemme, avrebbe spiegato, nel contesto del Concilio di Calcedonia del 451, che l’imperatore Marciano e l’imperatrice Pulcheria desideravano possedere il corpo della Madre di Dio.

La risposta è significativa: la tomba di Maria era stata trovata vuota.

La tradizione collegava questo fatto alla conclusione degli Apostoli secondo cui il suo corpo era stato assunto in cielo. Questo racconto è trasmesso da san Giovanni Damasceno, uno dei grandi testimoni patristici della Dormizione.

Ancora una volta, dobbiamo distinguere tra storia e tradizione.

Non possiamo trasformare questo racconto successivo in una registrazione contemporanea del primo secolo di ciò che realmente accadde.

Ma possiamo porci una domanda:

Perché una tradizione cristiana successiva considerò proprio l’assenza del corpo di Maria come l’elemento coerente con la sua glorificazione corporea?

Perché la logica interna della tradizione è molto chiara.

Cristo non aveva lasciato sulla terra il corpo di sua Madre semplicemente come una reliquia.

La Madre era stata associata in modo unico alla vittoria del Figlio.

5. La Dormizione: una tradizione orientale profondamente radicata

In Oriente, la festa che tradizionalmente chiamiamo Assunzione è conosciuta come Dormizione della Madre di Dio.

Il termine «Dormizione» è straordinariamente bello.

Non nega necessariamente la realtà della morte. Esprime piuttosto una concezione cristiana della morte come passaggio verso la vita.

La morte non ha più l’ultima parola.

Per questo le rappresentazioni tradizionali della Dormizione mostrano Maria che riposa mentre Cristo appare tenendo tra le braccia la sua anima.

La liturgia orientale ha sviluppato attorno a questo mistero una spiritualità straordinaria.

E qui troviamo un punto fondamentale: le tradizioni orientale e occidentale convergono nella convinzione che Maria partecipi in modo unico alla gloria di Cristo.

La fede nell’Assunzione corporea di Maria si affermò saldamente sia nelle Chiese orientali sia in quelle occidentali tra il VII e l’VIII secolo, anche se le tradizioni narrative sulla Dormizione sono anteriori.

Sarebbe quindi un errore immaginare che l’Assunzione sia stata semplicemente un’idea inventata da un papa nel 1950.

Papa Pio XII non ha «creato» l’Assunzione.

L’ha definita solennemente come dogma dopo un lungo processo che comprendeva ricezione, riflessione teologica, liturgia, tradizione patristica e consultazione dell’episcopato mondiale.

6. San Giovanni Damasceno e una straordinaria logica teologica

San Giovanni Damasceno offre inoltre una riflessione che merita di essere meditata.

Il suo argomento non è archeologico.

È teologico.

Se Maria era la Madre di Dio; se portò nel suo grembo il Verbo incarnato; se rimase intimamente associata al mistero di Cristo; se fu preservata dal peccato originale secondo la dottrina dell’Immacolata Concezione, allora è profondamente conveniente che il suo corpo non rimanesse soggetto alla corruzione ordinaria del sepolcro.

San Giovanni Damasceno sviluppa precisamente questa logica della convenienza.

Il suo pensiero sarà poi ripreso da Pio XII nella preparazione dottrinale della definizione dogmatica.

L’idea può essere riassunta così:

Colei che diede la propria carne al Salvatore non doveva essere definitivamente abbandonata alla corruzione.

Non perché Maria fosse una dea.

Non perché possedesse un potere proprio.

Non perché fosse uguale a Cristo.

Ma proprio perché ogni privilegio di Maria viene da Cristo ed è ordinato a Cristo.

L’Assunzione non diminuisce Gesù.

Lo glorifica.

7. «Una donna vestita di sole»

La Sacra Scrittura non contiene una frase che dica letteralmente: «Maria è stata assunta corporalmente in cielo».

E sarebbe intellettualmente disonesto affermare il contrario.

La Chiesa, tuttavia, ha sempre letto la Sacra Scrittura nel suo insieme, illuminata dalla Tradizione.

Un testo particolarmente significativo è Apocalisse 12:

«Nel cielo apparve un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle.»

L’interpretazione di questo capitolo è complessa e possiede una dimensione ecclesiale: la donna rappresenta il Popolo di Dio, Israele e la Chiesa, e nella tradizione cattolica viene applicata in modo privilegiato anche a Maria.

Non siamo di fronte a una fotografia storica dell’Assunzione.

Siamo di fronte a un’immagine biblica che la tradizione cristiana ha collegato alla glorificazione di Maria.

Pio XII sottolineò espressamente che i teologi avevano visto nella donna dell’Apocalisse un’immagine compatibile con il mistero della glorificazione della Vergine.

E c’è un altro testo fondamentale:

«Beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto.»
(Luca 1,45)

Tutta la vita di Maria è una vita di fede.

L’Assunzione appare come il compimento di questa esistenza interamente abbandonata a Dio.

8. Il dogma del 1950: non un’invenzione, ma una definizione

Il 1º novembre 1950, nella solennità di Tutti i Santi, papa Pio XII promulgò la costituzione apostolica Munificentissimus Deus e definì solennemente:

«L’Immacolata Madre di Dio, sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.»

Questa è la definizione dogmatica.

Ed essa contiene un dettaglio importante.

Pio XII non definì esplicitamente se Maria sia morta prima di essere assunta oppure se sia stata glorificata senza sperimentare la morte. La formula «terminato il corso della vita terrena» lascia aperta questa questione.

La Chiesa richiede dunque di credere nell’Assunzione corporea, ma non impone ai cattolici di risolvere ogni dettaglio storico riguardo al modo esatto in cui essa avvenne.

Questo dimostra una notevole prudenza dottrinale.

9. L’assenza di reliquie non è una prova isolata

Qui dobbiamo fermarci per evitare un’affermazione eccessiva.

Dire: «Non ci sono reliquie, dunque l’Assunzione è archeologicamente dimostrata» sarebbe scorretto.

L’assenza di una prova non costituisce automaticamente una prova positiva.

Ma c’è qualcosa di diverso:

quando l’assenza del corpo coincide con un’antica tradizione di glorificazione corporea, questa assenza diventa un fatto storicamente significativo.

La domanda non è:

«Abbiamo una reliquia?»

La domanda è:

«Perché, in una cultura cristiana profondamente segnata dalla venerazione delle reliquie, non si è sviluppata una tradizione universale di venerazione del corpo di Maria?»

E la risposta tradizionale della Chiesa è coerente:

perché il corpo di Maria non è rimasto sulla terra.

Non dobbiamo trasformare questo in un argomento semplicistico.

Ma non dobbiamo nemmeno ignorarne la forza storica e spirituale.

10. L’Assunzione non è un privilegio isolato

Forse questo è il punto teologico più importante.

L’Assunzione non è una sorta di «ricompensa speciale» scollegata dal resto della fede.

È intimamente legata a quattro grandi verità cristiane:

Cristo.

L’Immacolata Concezione.

La dignità del corpo umano.

La risurrezione della carne.

Cristo è veramente risorto.

Non si è trattato semplicemente di un’apparizione spirituale.

Il sepolcro era vuoto.

Il corpo glorificato di Cristo è una parte essenziale della fede cristiana.

Maria partecipa anticipatamente a questa glorificazione.

Per questo Pio XII spiegò che l’Assunzione rafforza la nostra speranza nella nostra stessa risurrezione.

Maria è, in un certo senso, l’anticipazione visibile del destino finale della Chiesa.

Ella contempla già ciò che noi speriamo.

11. L’Assunzione come risposta al materialismo del nostro tempo

Questa dottrina è sorprendentemente attuale.

Viviamo in un’epoca che oscilla tra due errori opposti.

Da una parte c’è un materialismo che riduce l’essere umano alla chimica, ai neuroni, agli ormoni e ai dati biologici.

Dall’altra esiste una spiritualità disincarnata che parla del «diventare energia», del «liberare l’anima» o dell’abbandonare il corpo come se fosse un accidente irrilevante.

Il cristianesimo rifiuta entrambe le prospettive.

Il corpo è buono perché è stato creato da Dio.

Il corpo possiede dignità perché Cristo ha assunto un corpo umano.

Il corpo è destinato alla risurrezione.

E Maria ci mostra in anticipo la meta.

In una cultura ossessionata dall’aspetto fisico e, allo stesso tempo, profondamente indifferente al destino eterno del corpo, l’Assunzione contiene un potente paradosso:

il corpo non è un oggetto da esibire né uno strumento da consumare; è parte della persona destinata alla gloria.

12. L’Assunzione e la dignità della donna

Esiste anche qui una dimensione profondamente bella.

Secondo la fede della Chiesa, la prima creatura umana a contemplare corporalmente la gloria di Cristo è una donna.

Non una regina politica.

Non un’imperatrice.

Non una celebrità.

Una donna umile di Nazaret.

La giovane donna che disse:

«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola.»
(Luca 1,38)

è la donna glorificata.

Questo trasforma radicalmente la concezione cristiana della grandezza.

Il mondo dice: grande è colui che domina.

Il Vangelo risponde: grande è colui che si dona.

Il mondo dice: ciò che conta è chi riesce a farsi vedere.

Maria risponde: ciò che conta è colui che permette a Dio di essere visto nella propria vita.

Il mondo dice: il corpo è un oggetto di consumo.

L’Assunzione risponde: il corpo è destinato all’eternità.

13. Che cosa significa tutto questo per la nostra vita quotidiana?

L’Assunzione non è semplicemente una dottrina che dobbiamo imparare a memoria.

Ha conseguenze pastorali.

Primo: ci ricorda che il nostro corpo possiede dignità

Non dobbiamo disprezzarlo.

Ma non dobbiamo nemmeno trasformarlo in un idolo.

Il cristiano si prende cura del proprio corpo perché appartiene a Dio.

Secondo: ci insegna a vivere con gli occhi rivolti al cielo

Maria non è rimasta nella terra.

La sua storia non si è conclusa in un sepolcro.

Neppure la nostra termina con la morte.

La morte è reale, dolorosa e misteriosa, ma non è il nostro destino definitivo.

Terzo: ci aiuta a comprendere il valore della purezza

L’Assunzione è profondamente incompatibile con una visione volgare del corpo.

Il corpo può essere un tempio.

Può essere uno strumento d’amore.

Può essere offerto a Dio.

Può partecipare alla santità.

Quarto: ci insegna a sperare

In una società dominata dall’immediatezza, Maria insegna la pazienza.

Dio non improvvisa.

La storia della salvezza ha una destinazione.

E questa destinazione è gloriosa.

14. Le «reliquie assenti» come una catechesi silenziosa

Forse qui troviamo l’immagine più bella di tutto questo mistero.

Normalmente una reliquia dice:

«Ecco i resti di qualcuno che ha vissuto santamente.»

Ma nel caso di Maria, il silenzio sembra dire qualcosa di diverso:

«Non cercare qui in basso ciò che Dio ha già portato nella gloria.»

Non possediamo il corpo di Maria come possediamo le reliquie corporee di tanti santi.

Abbiamo invece una tradizione che indica verso l’alto.

È come se l’assenza stessa fosse diventata un segno.

Il sepolcro non può trattenere colei che, per un singolare privilegio di Dio, è stata glorificata in corpo e anima.

Non dobbiamo trasformare questo in un argomento semplicistico.

Ma non dobbiamo nemmeno ignorarne la forza storica e spirituale.

15. Una donna già glorificata e una Chiesa ancora pellegrina

La Chiesa contempla Maria come ciò che la Chiesa stessa è chiamata a diventare.

Il Catechismo e la tradizione cattolica presentano l’Assunzione come un’anticipazione del destino glorioso dei membri di Cristo.

Maria è un segno di speranza.

Pertanto, l’Assunzione non dovrebbe produrre una devozione sentimentale scollegata dalla vita cristiana.

Dovrebbe produrre conversione.

Quando preghiamo:

«Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte»,

chiediamo proprio a colei che ha già attraversato la soglia della morte e partecipa alla gloria celeste di accompagnarci nel nostro cammino.

Ella sa dove stiamo andando.

Ella è già arrivata.

Conclusione: un corpo che non troviamo perché la Chiesa crede che sia in cielo

La domanda iniziale ritorna ora con tutta la sua forza:

Dove sono le reliquie del corpo di Maria?

Storicamente, non possediamo una reliquia corporea universalmente riconosciuta che possa essere identificata come il suo corpo. Esistono tradizioni riguardo alla sua tomba e ai luoghi associati alla sua Dormizione, ma non troviamo una tradizione paragonabile alla venerazione delle reliquie corporee di tanti santi.

Ed è proprio qui che incontriamo uno dei dettagli più affascinanti della tradizione cristiana.

La Chiesa non afferma l’Assunzione semplicemente perché «il corpo non è mai stato trovato».

La afferma perché riconosce in essa una verità coerente con l’intero mistero di Cristo, con la Tradizione ricevuta, con la liturgia, con la riflessione dei Padri e con lo sviluppo organico della fede.

Dopo secoli di riflessione, Pio XII la definì solennemente nel 1950 come una verità divinamente rivelata. La definizione fu presentata non come una novità, ma come il culmine di una fede che la Chiesa aveva professato e approfondito nel corso dei secoli.

E forse il modo migliore per comprenderla è questo:

Maria non possiede reliquie corporee perché, secondo la fede della Chiesa, ella stessa è già una reliquia vivente della vittoria definitiva di Cristo sulla morte.

In lei vediamo anticipato il nostro stesso destino.

Non siamo stati creati per la corruzione.

Non siamo stati creati per scomparire.

Non siamo stati creati semplicemente per accumulare anni e alla fine morire.

Siamo stati creati per Dio.

Siamo stati creati per la risurrezione.

Siamo stati creati per la gloria.

E Maria, l’umile Vergine di Nazaret, contempla già ciò che speriamo di ricevere attraverso la misericordia di Cristo.

Perciò l’Assunzione non è una dottrina lontana.

È una promessa.

Quando la Chiesa guarda Maria glorificata in corpo e anima in cielo, guarda anche verso il futuro di tutti coloro che rimangono fedeli a Cristo.

Il sepolcro non ha l’ultima parola.

La morte non ha l’ultima parola.

Il peccato non ha l’ultima parola.

Cristo ha l’ultima parola.

E Maria, assunta in cielo in corpo e anima, rimane davanti a noi come testimonianza vivente del fatto che la vittoria del Figlio non è una metafora.

È una vittoria reale.

Sul peccato.

Sulla morte.

E, infine, sulla corruzione del sepolcro.

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Pater noster, qui es in cælis: sanc­ti­ficétur nomen tuum; advéniat regnum tuum; fiat volúntas tua, sicut in cælo, et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie; et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris; et ne nos indúcas in ten­ta­tiónem; sed líbera nos a malo. Amen.

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