Uomini saldi in piedi: la spiritualità dell’uomo cristiano — lottare, pregare e perseverare

Perché il mondo non ha bisogno di uomini comodi, ma di uomini fedeli. Non di uomini perfetti, ma di uomini in combattimento.


1. Una crisi silenziosa… e profondamente spirituale

Viviamo un’epoca paradossale. Mai l’uomo ha goduto di tanti comfort, e mai è stato così disorientato. Gli si chiede di essere sensibile, ma non forte; presente, ma non saldo; provveditore, ma senza autorità; credente, ma senza convinzioni. Il risultato è una crisi dell’identità maschile che non è soltanto sociologica o psicologica, ma radicalmente spirituale.

La fede cristiana non ha mai inteso l’uomo come un semplice spettatore della vita spirituale. Al contrario: l’uomo cristiano è chiamato a lottare, a pregare e a perseverare. Tre verbi che riassumono una spiritualità esigente, virile, profondamente evangelica, oggi più necessaria che mai.

«Vegliate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti.» (1 Cor 16,13)

San Paolo non parla qui di machismo o di durezza emotiva, ma di fermezza interiore, di stabilità dell’anima, di un cuore ancorato in Dio.


2. Storia: l’uomo cristiano come uomo di combattimento spirituale

Fin dalle prime pagine della Scrittura, l’uomo appare legato a una responsabilità spirituale. Ad Adamo non viene affidato solo il lavoro del giardino, ma anche la sua custodia spirituale. La sua caduta non fu soltanto morale, ma una rinuncia al combattimento.

Nel corso della storia della salvezza, Dio chiama uomini concreti a sostenere il suo popolo:

  • Abramo, che obbedisce anche senza comprendere.
  • Mosè, che intercede con le braccia alzate mentre altri combattono (cfr. Es 17).
  • Davide, guerriero e salmista, spada e preghiera.
  • San Giuseppe, silenzioso, fermo, obbediente fino all’estremo.

Nella Tradizione cristiana, l’ideale dell’uomo non è mai stato quello del dominatore, ma quello del custode: custode della fede, della famiglia, della verità, della vita interiore.

Monaci, martiri, santi padri di famiglia, missionari… tutti condividono un tratto comune: non sono fuggiti dal combattimento.


3. Lottare: il combattimento spirituale dell’uomo cristiano

La prima parola è chiara: lottare. Non contro le persone, ma contro il peccato, la tiepidezza, la menzogna e la disperazione.

«La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze.» (Ef 6,12)

Che cosa significa lottare oggi?

  • Lottare contro la passività spirituale
  • Lottare contro la pornografia e l’impurità
  • Lottare contro la mediocrità morale
  • Lottare contro la paura di testimoniare
  • Lottare contro la fuga dalle responsabilità

La spiritualità dell’uomo cristiano non è sentimentale. È ascetica, realistica, concreta. Comporta disciplina, rinuncia, allenamento interiore. Nessuno vince senza combattimento.

👉 Un uomo che non lotta interiormente finisce per essere dominato esteriormente.


4. Pregare: l’uomo in ginocchio è il più temibile

Il mondo teme l’uomo violento. L’inferno teme l’uomo che prega.

La preghiera non indebolisce l’uomo: lo centra, lo ordina, lo rende libero. Gesù stesso, modello perfetto dell’uomo, trascorre notti intere in preghiera. Prima di ogni decisione importante, prega. Nel Getsemani suda sangue… ma non fugge.

«Vegliate e pregate, per non entrare in tentazione.» (Mt 26,41)

Una preghiera virile e cristiana

  • Costante, non solo emotiva
  • Silenziosa, non esibizionistica
  • Incarnata, unita alla vita quotidiana
  • Sacramentale, soprattutto nell’Eucaristia e nella Confessione

Un uomo che non prega finisce per reagire dall’ego, dalla stanchezza o dall’ira. Un uomo che prega impara a rispondere a partire da Dio.


5. Perseverare: la virtù dimenticata del nostro tempo

Lottare e pregare non bastano se non si sa perseverare. Perseverare quando l’entusiasmo svanisce. Perseverare quando la fede si oscura. Perseverare quando nessuno applaude.

«Chi persevererà fino alla fine sarà salvato.» (Mt 24,13)

Perseverare è la grande virtù controculturale. Viviamo in una cultura dell’abbandono: relazioni usa e getta, impegni liquidi, fede à la carte.

L’uomo cristiano è chiamato a essere una colonna, non una banderuola. A sostenere anche quando trema interiormente.


6. La Terza Persona: lo Spirito Santo e la spiritualità dell’uomo

Giungiamo qui a un punto decisivo e spesso frainteso: l’azione dello Spirito Santo, la Terza Persona della Santissima Trinità.

Lo Spirito Santo non è una forza diffusa, né un’emozione intensa, né un semplice “stare bene”. È Dio stesso che agisce nell’anima, configurando l’uomo a Cristo.

Com’è lo Spirito Santo?

  • È Consolatore, ma non anestetizza
  • È Fuoco, ma non distrugge
  • È Guida, ma non annulla la libertà
  • È Forza interiore, non euforia passeggera

Gesù promette lo Spirito a uomini che dovranno soffrire, testimoniare e perseverare, non a coloro che cercano una fede comoda.


7. Segni che lo Spirito Santo sta agendo in te

Da un punto di vista teologico e pastorale, questi sono segni reali e profondi, non sempre spettacolari:

  1. Maggiore orrore per il peccato, anche veniale
  2. Desiderio sincero di preghiera, anche quando costa
  3. Amore per la verità, anche quando disturba
  4. Capacità di perdonare, anche senza averne voglia
  5. Fedeltà nelle piccole cose
  6. Pace interiore in mezzo alla lotta, non assenza di lotta
  7. Attrazione per i sacramenti
  8. Fermezza morale senza durezza di cuore

👉 Lo Spirito non toglie la croce, ma dona spalle più forti.


8. Guida pratica rigorosa: vivere oggi da uomo cristiano

A. Nella vita spirituale

  • Confessione frequente (almeno mensile)
  • Messa domenicale non negoziabile
  • 10–15 minuti quotidiani di preghiera silenziosa
  • Lettura spirituale seria (Vangelo, Catechismo, Padri della Chiesa)

B. Nella vita morale

  • Custodia dei sensi
  • Digiuno periodico
  • Ordine nell’uso del tempo e della tecnologia
  • Coerenza tra fede e vita pubblica

C. Nella vita relazionale

  • Responsabilità affettiva
  • Leadership di servizio nella famiglia
  • Testimonianza senza aggressività
  • Capacità di dire “no” quando è necessario

D. Nella lotta interiore

  • Esame di coscienza quotidiano
  • Chiara identificazione delle tentazioni ricorrenti
  • Accompagnamento spirituale, se possibile
  • Perseveranza senza drammatismi

9. Conclusione: uomini che non arretrano

La Chiesa e il mondo non hanno bisogno di uomini duri, ma di uomini santi. Non di uomini dominanti, ma di uomini fedeli. Non di uomini senza paura, ma di uomini che non si lasciano governare da essa.

Lottare. Pregare. Perseverare.
Tre verbi semplici. Una spiritualità esigente. Un cammino possibile.

«Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.» (Ap 2,10)

Oggi più che mai, è tempo che gli uomini restino saldi in piedi.

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Pater noster, qui es in cælis: sanc­ti­ficétur nomen tuum; advéniat regnum tuum; fiat volúntas tua, sicut in cælo, et in terra. Panem nostrum cotidiánum da nobis hódie; et dimítte nobis débita nostra, sicut et nos dimíttimus debitóribus nostris; et ne nos indúcas in ten­ta­tiónem; sed líbera nos a malo. Amen.

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